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Serate estate 2007:

giovedì 12/07/2007
RASSEGNA FILMONTAGNA 2007: "AMA" - "MY REVERS" - "POURPARLER"...
Ore 21:30 - Auditorium Gressoney Sport Haus - Ingresso libero.
Alpinismo al Femminile
Incontro con: Anna Torretta - Cristina Gaggini - Roberta Vittorangeli
Autori:
Anna Torretta
Valerio Folco
Fabrizio Villanis-Ziani
www.filmontagna.it

lunedì 20/08/2007 Ore 21:00
La Biblioteca di Courmayeur propone: Jardin de L'Ange, Courmayeur: "Anna Torretta, il ghiaccio è azzurro"
Incontro con: Anna Torretta, guida alpina di Courmayeur, alpinista e atleta di Coppa del Mondo.

giovedì 20/09/2007
Serata di inaugurazione Corso di Alpinismo C.A.I. U.G.E.T., h 21.00 Galleria Subalpina, Torino:
"AMA", Spedizione sull'Ama Dablam, 6.852m, Nepal
Incontro con: Anna Torretta, guida alpina di Courmayeur, alpinista, atleta di Coppa del Mondo, ex istruttore della Scuola di Alpinismo A. Grosso.

Alpin Cup 2007: Torretta e Rizzi vincono la tappa (da www.planetmountain.com)

Ma come tutte le tappe anche quella disputata proprio nel centro di Cogne, ha avuto i suoi eroi. Sono stati Mauro Rizzi e Anna Torretta, infatti, ad infiammare l’ultimo turno dell’Alpin Cup. Per Anna Torretta, ice climber titolatissima sia in campo italiano sia internazionale, quella di Cogne è stata la gara della rimonta e della felicità. Dopo la semifinale, infatti, era Barbara Zwerger che comandava la corsa seguita nell’ordine da Angelika Rainer, Marika Favè e appunto da Anna Torretta. Poi la super finale con la Torretta (unica fra tutte) che raggiunge il top superando nell’ordine la Rainer (2a) e la Zwerger (3a). Mentre Silvia Cian è 4a, Marika Favè è 5a e la valdostana Giovanna Mongilardi è 6a.

"L'ho detto, ce l'avevo dentro, la prima tappa di Coppa Italia di Arrampicata su ghiaccio a Cogne la vinco.
L'ho detto in palestra una settimana fa mentre mi allenavo a Courmayeur. Non ho dato retta alla spalla lussata, all'influenza e alla sinusite.
Per me vincere a Cogne significa molto...dopo tanti anni passati ai vertici delle Competizioni Mondiali... qui sono a casa, tutti se lo aspettano!"
L'unica a raggiungere il punto più alto! (o il più lontano dalla partenza, visto che la via si svolgeva su un lungo tetto orizzontale!)
L'IMPORTANTE: CREDERE IN SE STESSI!
Arrivederci alla prossima stagione!

aNNA

Cogne, foto S. Im

ALPIN CUP 2007
1. 5-6 gennaio Campitello di Fassa (TN) 2°posto
2. 13-14 gennaio Caldonazzo Valsugana (TN) 3°posto
3. 27-28 gennaio Rabenstein (BZ) -----
4. 17-18 febbraio Lanzada (SO) -----
5. 24-25 febbraio Cogne (AO) 1°posto

IWC Ice World Cup 2007
1. 20-21 gennaio Val Daone , Italia 10 posto
2. 01-03 febbraio Saas Fee, Switzerland -----
3. 08-11 febbraio Busteni, Romania -----

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Harry ci mancherai! Non ho parole per descrivere la tristezza che è calata su questo Natale, con la perdita di un campione, di un riferimento, di una persona sincera, con la perdita di un amico. Ciao Harry.

"In accordo con Kirsten posso communicare che questa notte è nata la figlia
di Harald Berger e Kirsten Buchmann alle ore 0:31 e che è sana. Il nome Zoe
era desiderio di suo papà Hari.
Per migliorare la situazione critica di Kirsten e Zoe, gli amici di Hari ed il
collegio delle Guide Alpine di Salisburgo, hanno istituito due contocorrenti.
Per favore aiutateli per togliere alle due almeno una preoccupazione
Mille grazie!"
Albert Leichtfried


Fund Raiser: "Berger Harald - Spendenkonto"
Banca: Hypo Salzburg
BLZ/Nr. Banca : 550 00
N. Contocorrente: 114 0000 1016
BIC: SLHY AT2S
IBAN: AT685500 0114 0000 1016

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Serate:

Cogne, "Il lato femminile della montagna", 24 Febbraio 2007

Maison de la Montagne, Valsavarenche, Anna Torretta e Eloise Barbieri, presenta Roberto Mantovani, 16 Dicembre h 21.30

Valmalemco, Sondrio, "Donne, guide, alpiniste, lavoratrici della montagna a confronto", Anna Torretta, Renata Rossi, Serena Fait, ... 26 Novembre h 10.30

Vic, Barcellona, ROCA, Anna Torretta e Kurt Albert, 5 Novembre h 17.30

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AMA DABLAM 6852m

Il 23 ottobre 2006 raggiungo la vetta dell'Ama Dablam (Khumbu, Nepal, Himalaya) lungo la Cresta Sud-Ovest.

Sono molti gli italiani al Campo Base dell’Ama Dablam, sono molte le spedizioni che aspettano di salire sul Cervino Himalayano in questo Ottobre. La neve è abbondante, soffice e polverosa, impalpabile sulla cresta sud-ovest; giunge voce che gli sherpas creino gli ancoraggi versando acqua sulla neve, per avere coesione…

Sono venuta in Nepal per vedere un paese che non conosco e mettere le mie mani sulle montagne Himalayane, per capire cosa vuol dire salire a 6-7 mila metri, per chiedere al mio corpo una risposta.

Passo la notte al “campo 1” con Luca Argentero, architetto e guida alpina di Courmayeur. Al mattino una leggera nausea mi infastidisce, Luca scende a raggiungere i compagni al Campo Base, io preparo mie cose e mi sforzo di partire con la longe nelle corde fisse.
L’Ama Dablam è una montagna che viene imbragata da mille e più metri di corda statica, per permettere alle spedizioni commerciali di portare i clienti sulla cima, la cresta sud-ovest è tutt’altro che banale, ma le corde fisse ne appiattiscono le difficoltà.
Lo zaino mi soffoca mentre salgo al “campo 2”, sento tutto il peso sui miei polmoni, sono troppo lenta. Attendo un’ora e mezza alla “torre gialla”, sono quasi contenta, mi riposo: guardo le ridicole scene delle persone davanti a me che cercano di vincere i pochi metri di roccia verticale con la risalita in jumar. Mi sembra di essere con i clienti sulla “cresta dei Cosmique” al passaggio chiave, ma qui non posso aggirare, devo stare in coda!
Ho perso tempo prezioso, non riesco più a salire al “campo 3”, ormai è quasi buio e mi devo fermare.
Il “campo 2” è in una posizione incredibile, sul filo di cresta, sopra al precipizio, con pochissime e scomodissime piazzole: trovo una tendina libera, posso passare qui la notte. Sergey, un ucraino enorme che sembra Babbo Natale, si trova nella mia stessa condizione, ma non trova posto per dormire, così viene a chiedermi ospitalità per la notte.
Al mattino mi alzo di buon ora e alle 7 sono pronta per “atttaccare” le corde fisse verticali sopra al campo. Ho preso una decisione: lascio tutto il materiale da bivacco al “campo 2” e salgo solo con il duvet, il pronto soccorso e il the caldo sulle spalle. Ieri lo zaino mi ha stancato, mi ha tolto divertimento, oggi voglio fare la mia salita veloce, raggiungere la cima e rientrare il più presto possibile, sono sicura di riuscire in giornata.
Passo al “campo 3”, trovo la tenda dove avrei dovuto dormire, nascondo lo zaino all’interno e salgo senza. Non porto né barrette né acqua, la vetta non è lontana e poi fa troppo freddo per qualsiasi cosa.
Salgo sotto al seracco, incrocio i ragazzi francesi che scendono, Pierre Blanc, guida di Courchevel mi guarda un po’ preoccupato e mi offre dell’acqua. La bevo con avidità, Pierre mi dirà poi di avermi visto delle labbra completamente bianche. Sono molto più lenta di quanto pensassi, non riesco a tenere i 10 passi consecutivi…
La “fissa” mi guida nella nebbia sulla la vetta, muovo 10 passi da ubriaca, libera da corde, verso le bandierine che escono dalla neve. Sergey, in cima, mi aspetta da quasi mezz’ora, mi stringe la mano e gli porgo la telecamera. Lo ringrazio di cuore, fa freddo, scende prima di me lungo il “filo di Arianna” nella nebbia. Sono sola in cima all’Ama Dablam, guardo in direzione dell’Everest e poi mi dirigo anche io verso le corde che spariscono nella nebbia.
Scendo velocemente, le corde sono fissate negli ancoraggi distanti, il discensore scorre veloce. Al campo tre recupero il mio zaino dalla tende in cui nel frattempo si è sistemato uno sherpa insieme ad una ragazza, ma non è il caso di discutere poichè ho altri problemi, sono scesi quasi 60 cm di neve fresca, la luce si sta abbassando e devo raggiungere il “campo 2” per passare la notte.
Per fortuna gli ucraini sono lenti in discesa, li raggiungo e mi accodo, senza fretta, così avrò compagnia. Ho raggiunto il “campo 2” alle 7.30 di sera, dopo più di dodici ore senza fermate e riposi. E’ buio, sono felice, cerco una tenda libera per passare la notte. Qualcuno ha montato una tendina nuova oggi. Fare la cena non è così facile, la neve polverosa scesa oggi è voluminosa: ne servono 2 litri per fare 2 dita d’acqua! Una minestrina sarà sufficiente a mettere qualche cosa nello stomaco, poi sono golosa e non resisto alla tentazione di farmi una “mousse al cioccolato” liofilizzata.

Ho usato sull’Ama Dablam lo stile che avrei usato per una salita a casa mia, ma ho usato le corde fisse, ho usato delle tende che già c’erano, ho come un dispiacere a parlarne, non avrei mai pensato di salire una montagna in questo modo.

P.S.
Non scrivere che sono salita in solitaria, è un abuso di termini per quanto mi riguarda. Sono salita in autonomia, senza uno sherpa che mi seguisse, la solitaria però è un’altra cosa! Io ho seguito un “cordone ombelicale” che mi ha condotta nella nebbia sulla cima della mia prima montagna Himalayana.
Esperienza molto bella che considero un primo tassello per costruire esperienze più impegnative negli anni a venire.

20. ott. 2006 - Partenza Campo base, 4.800m

21. ott. 2006 - Campo 1, 5.700m
22. ott. 2006 - Campo 2 , 5.960m
23. ott. 2006 - Campo 2 - Cima 6.852m- Campo 2
24. ott. 2006 - Ritorno Campo Base

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estate 2006-PROGETTO
Il lato femminile della montagna,The women side of the Mountain
salite, donne, mondi

Il progetto presenta due aspetti, uno filosofico-pratico e uno sociale-pratico.

ASPETTO FILOSOFICO

Dare una risposta alla domanda:
- Esiste un modo femminile per andare in montagna?
- Perché l’emancipazione completa della donna in montagna è ancora lontana?

OBIETTIVO:
Il progetto si propone di esaminare le domande, viverle in prima persona, e forse trovare una risposta.

COME:
Con salite in ambiente alpino fatte tra compagne donne appartenenti a mondi e realtà completamente diversi.
Con salite che vogliono ricercare la “montagna femminile”.
Con scalate che descrivono la femminilità di un mondo apparentemente maschile sulle tre(?) pareti più “femminili” del mondo, con storie di donne che vanno in montagna insieme.

CON CHI: Anna Torretta, Europa, Italia,Courmayeur
Zoe Hart, America, Colorado, Salt Lake City
Pemba Doma Sherpa, Asia, Nepal
Sabina Favario, Ilaria Iemmi, Roberta Iemmi, Giovanna Mongilardi, Viviana Savin, Italia, Valle d’Aosta

ASPETTO SOCIALE
Trasmettere il proprio amore per la montagna ai bambini e ai ragazzi delle scuole elementari e medie, con particolare attenzione a quei bambini che per collocazione sociale o problemi familiari, difficilmente avranno accesso nel loro bagaglio di crescita personale alla montagna.

OBIETTIVO:
La sensibilizzazione e di conseguenza l’educazione per i giovani e i bambini, alla conoscenza e al rispetto della montagna con un contatto diretto degli scenari che la costituiscono.


COME:

Concorso: disegno la montagna, per le scuole elementari
Concorso: descrivo la montagna con un disegno, una poesia, una frase, per la scuole medie inferiori e superiori.
Premio: due giornate in montagna
A piedi, con le racchette da neve, e/o con gli sci

CON CHI: Anna Torretta, guida alpina, Zoe Hart, asp. guida alpina, Pemba Doma Sherpa, Sabina Favario, Ilaria Iemmi, Roberta Iemmi, Giovanna Mongilardi, asp. guida alpina, Viviana Savin.

 

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- Il Mistero dei Monti presenta:
ROCK OPERA 1: «QUANDO LA GEOLOGIA DIVENTA POESIA»
Madonna di Campiglio: dal 21 giugno al 21 dicembre 2006

<< TEMPESTE DI NEVE, TEMPESTE DI SABBIA>>
Incontro con un camminatore del deserto, ovvero un Tuareg, a confronto con camminatori e scalatori di montagne: Anna Torretta alpinista, guida alpina e atleta; Cesare Maestri alpinista e scrittore; invitati speciali a sorpresa, 24 agosto 2006, chalet Laghetto

- Filmfestival di Trento a Milano, 24 maggio 2006, Milano, Anna Torretta e Elio Orlandi presenta Maurizio Nichetti

- 54° Filmfestival di Trento, 4 maggio 2006, Trento

Racconti al Campo base, Y.Graziani, E.Orlandi, C.Heinz, U.Steck, S.Glowacz, E.Salvaterra, Anna Torretta

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Seguimi nella Coppa del Mondo di Arrampicata su ghiaccio 2006!!!

www.grivel.com

Coppa Italia, Campitello di Fassa 5-6 gennaio 1° posto

Ouray Ice Festival, Colorado, 10-16 gennaio, 2° post

CALENDARIO Ice World Cup 2006:

1. Val Daone, Italy, 19-22 January 2006 2° posto
2. Špicák, Czech Republic, 27-28 January 2006 3° posto
3. Saas Fee, Switzerland, 4-5 February 2006 5° posto
4. Busteni, Romania, 10-11 February 2006 3° posto
5. Hemsedal, Norway, 4-5 March 2006 5°posto

Classifica generale Coppa del Mondo: 2° posto

www.planetmountain.com

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Il Campionato italiano di arrampicata su ghiaccio a Campitello di Fassa 5-6 gennaio 2006.
Una grande notizia: il Campionato italiano di arrampicata su ghiaccio è sotto l'egida della FASI (la Federazione arrampicata sportiva italiana), siamo quindi affiliati al CONI! Il campionato è organizzato come sempre dall'associazione Ice Passion e prende il nome di Alpin Cup 2006.
La gara di Campitello verrà trasmessa da SKY Sport nella trasmissione “Icarus”.

E’ iniziata la stagione delle competizioni di arrampicata su ghiaccio a Campitello di Fassa con il primo appuntamento il 5 e 6 Gennaio.
Due giorni di qualificazioni e finali hanno divertito i numerosi partecipanti (più di 50 persone), ed incuriosito un pubblico finalmente formato da molti “non addetti”, da curiosi che passavano di lì! La gara si svolge su due strutture, una in centro al paese, e una vicino la funivia del Col Rodella, sulla struttura di arrampicata sportiva.
La formula di gara di Campitello è diversa ed innovativa, è riuscita in pieno! Il giovedì viene dedicato alle donne, (che poi fanno festa tutta la notte in discoteca) e la domenica viene utilizzata per la semifinale e la finale degli uomini.

La finale femminile si svolge alle nove di sera in una suggestiva atmosfera: sulla torre in centro al paese, costruita sul letto del torrente, come tribuna il ponte e gli argini del fiume. E’ un ottimo richiamo per i passanti che diventano spettatori a bocca aperta, e senza fiatare osservavano gli atleti. Osservano senza fiato, in silenzio reverenziale, sono sicuramente impressionati!
La sottoscritta saluta tutti dal top appesa per gli speroni a testa in giù, sono seguita nella classifica da una bella prova di Barbara Swerger arrivata ad una presa dal top, terza si classifica Silvia Cian.

La semifinale maschile come la finale si svolge sulla bella struttura di arrampicata gelata, allestita e decorata per “riscaldare” gli arrampicatori da un grosso sole rosso con raggi gialli.
In realtà sono le vie che riscaldano gli atleti con un “lampadario” gelato e appeso nel vuoto, che fa la selezione nella semifinale, e vede Bubu due gradini sopra gli altri con il top della via.

La finale è tutta su prese artificiali, tronchi di legno, con il top nel copertone di una macchina. Bubu è sempre Bubu, ci stupisce, fa spettacolo e vince. Segue Patrick Daberto, a poca distanza con un lungo penzolamento sul cilindro finale, conclude terzo Mauro Rizzi.

Complimenti ai tracciatori, Mario Prinoth e Loris Manzana, grazie allle Guide Alpine e alla Casa delle Guide che ha ospitato per la notte i “senza tetto”, grazie al comitato organizzatore, a SKY TV e a tutti quelli che c’erano!

Saluto l’Alpin Cup con questa tappa, gli appuntamenti con la Coppa del Mondo mi aspettano, spero di vedervi tutti a Daone davanti al fuoco e al vin brülé! Scappo che …domani volo in Colorado al Festival di Ouray, gli americani scaldano le piccozze…

"speroni si - speroni no", qualche coniderazione - Dicembre 2005

Will Gadd ha lanciato la sfida e continua a fare propaganda per scalare senza speroni, continua a far propaganda per lanciare una nuova moda e fare seguaci.
Molti hanno cominciato a dargli seguito. Tra queste persone ci sono Bubu e Kurt Astner tra gli italiani.
Will è stato coerente e gli speroni nel 2005 non li ha mai usati e non ha neanche fatto finta di usarli; Ines Papert, invece non usa gli speroni nelle gare dove sa di vincere e li mette quando la sua leader-ship è in pericolo. Tuttavia non è coerente come Will e anche quando non ha lo sperone, usa l’ultima punta degli speroncini per gli agganci di tallone, a guisa di sperone… stiamo veramente cadendo nel ridicolo!
Togliere gli speroni è come dire: mi taglio un braccio per trovare più difficile?
Non siamo in grado di inventare delle vie più difficili, ci manca la fantasia e allora eliminiamo un pezzo del gioco! L’arrampicata senza speroni è una esaltazione della forza pura in rapporto alla tecnica. Usare bene lo sperone richiede molta pratica. Sulle placche verticali non fa molta differenza con o senza speroni, ma sotto gli strapiombi, Harry Berger, pluricampione del Mondo, è il primo a dirlo, la tecnica di scalata si riduce a uno Janiro dietro l’altro.
Non sarà mica perché qualche femminuccia, leggi Ines Papert ma poi anche la sottoscritta, riesce a fare le stesse difficoltà degli uomini, che il maschio, drizza il pelo e propone uno stile decisamente virile? Nessuno lo ammetterà mai, ho sognato!
La gestualità del dry-tooling è concettualmente simile alla scalata su roccia, per quel che riguarda la posizione del baricentro e le posizioni fondamentali, così come la scalata su ghiaccio è concettualmente uguale a quella su roccia. Ma mentre nella prima si utilizzano dei mezzi artificiali per progredire, le piccozze e i ramponi, nella seconda, lo sappiamo tutti, si scala a “mani nude”. La scalata a testa in giù tipica del dry-tooling, da pipistrello, è una derivazione del mezzo tecnico: il rampone, con una punta sotto il tallone permette infatti gli agganci. Gli “spurs” hanno inoltre dato una riconoscibilità visiva alla pratica del misto moderno con le foto a testa in giù in mezzo alle stalattiti di ghiaccio.
Per quale motivo dovrebbe essere eliminata una parte del mezzo artificiale, lo sperone?
Chi dice che il rampone è fatto da una punta, due, perché no tre punte davanti e nessuna dietro? E se ne metto una di lato?
La regola-non regola di “usare le piccozze solo con le mani”, senza cioè agganciarvi la piccozza stessa o il rampone come una gamba o un braccio, viene utilizzata praticamente da tutti dalla fine della stagione scorsa. In questo modo si sono eliminati alcuni riposi.
Comunque a Ouray, in Colorado, al festival più famoso del Mondo non esiste regola! Chi arriva più in alto ha vinto. Ines, in questa gara ha dato 3 minuti a Will vincendo …

Senza ramponi, non senza speroni, scalo anche io, ma solo per allenare il bicipite!

In realtà queste discussioni interessano a pochi, per non dire a nessuno, visto che il mondo degli ice-climber è fatto di 4 gatti, quindi che ognuno scali come preferisce, lasciamo stare le gare e i giudici, fino a che vita avranno.

Cari amici ice climber guardiamo avanti e facciamo diventare più grande il mondo della scalata su ghiaccio, anziché perderci dietro ad una stupida regola, ammesso che ciò vi interessi.

Guardiamo avanti e guardiamo cosa capita a livello nazionale con i moltissimi festival e meeting, qui si muove finalmente qualche cosa di nuovo! In Francia, Germania, Austria, Spagna e anche in Italia come oltre oceano godono di ottima vita i raduni. Questa è la strada per trovare nuove leve e nuovi adepti, finalmente!!! Offriamo ai giovani delle palestre di arrampicata cittadine la possibilità di fare delle gare di ghiaccio, di allenarsi indoor, magari poi a qualcuno verrà voglia di andare in montagna! Intanto il nostro piccolo mondo cresce.
Facciamo le feste, le castagnate, arrampichiamo a testa in giù, facciamo vivere il mondo del ghiaccio!!! Un solo appunto, gli attrezzi sono delle lame taglienti, se cadono dall’alto fanno male, ben venga la buona volontà nell’organizzare i meeting, però delle persone qualificate, dovrebbero salvaguardare la sicurezza del pubblico, più che degli arrampicatori stessi. Chi vuol intendere intenda!
Mi auspico la nascita di una federazione di arrampicata su ghiaccio che si occupi realmente dello sviluppo di questo sport nei prossimi anni.

Non dimentichiamo che… tutti gli anni la cosa più bella delle gare o dei Festival sono le feste, la convivialità e il buon vino!!!
Non dimentichiamo che esiste sempre e ancora la scalata su ghiaccio puro!

Il futuro del misto moderno? Probabilmente vie lunghe che alternano tratti di ghiaccio a tratti di roccia…
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Spazio per riflettere......Sono cambiate tante cose........Mi trasferisco da Innsbruck a Courmayeur.........Concludo il corso Guide Alpine..

riprendo in mano la pagina web...

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Marzo 2004
Canada: con Bubu, Israel Blanco e alle macchine foto Andrea Gallo, appunti di viaggio...
...Israel Blanco si aggiudica l’M13 di The Game - Bubu Bole lo imita, ed è The Game anche per lui - Anna, non si tira indietro, e fa la "prima donna" sull’M12 di Musashi, seguita da Israel con la prima salita "flash".
...Bubu e Anna in gara, ovvero: piccozze, ramponi e streep tease.
Anna sale The Caveman M10- on-sight senza usare i tallonaggi sulle picozze.
Ultimi giorni canadesi con temperature primaverili, trascorsi con Riccardo Olliveri e Olivier Davitt, Pilsner Pillar é diventato un muro di ghiaccio, la candela é inglobata; una corsa con Riky su Polar Circus, e finisce con "The Suffer Machine" il soggiorno canadese. 

                     
Anna su Musaschi M12, Canada, foto A. Gallo

Febbraio 2004
Il mitico tiro di M11 dell'Empire Strikes Back a vista!
E' dall'inizio della stagione del ghiaccio che mi dico che sarebbe bello riuscire a ripetere quelle vie che hanno fatto la piccola storia del misto moderno o dry tooling.
Peró bisogna fare i conti con i capricci del tempo, le gare, i festival, i tagli al dito...
siamo arrivati a fine Febbraio, la settimana scorsa ho trovato alla grotta Haston quella che rimaneva di Welcome to the machine e l'ho salita, con pochissimo ghiaccio. Volevo vedere, provare questi mostri che una volta tanto mi spaventavano, volevo mettere le punte delle mie picozze sulle vie del cattivo Steve Haston!
Cosí ho aspettato qualche giorno e Empire é entrata in condizioni...
Avevo paura di perdere le picozze se fossi caduta e non avere piú tempo per un II tentativo. Ho stretto i denti e le picche, e non ho mollato neanche quando sono rimasta appesa solo ad uno sperone a testa in giú. 
Sono andata con Chris Cubitt, inglese, fortissimo arrampicatore sportivo (8c+) datosi da poco al dry tooling. Dopo avermi assicurata per quasi 2 ore, é stato il suo turno, anche lui on-sight: dimezza il mio tempo di salita, ma ... mi ringrazia per i rinvii!
Grandissima soddisfazione, piú che aver fatto Vertical Limits.

Anna on-sight su Empire Strikes Back, M11, Cogne, foto C.Cubit

Vertical Limits M12, in Svizzera:
Vertical Limits ha due passi chiave, uno all’inizio e uno alla fine; in tutto sono 35 metri di sviluppo, per una pendenza costante sui 40/45°. La via attacca da un lato della falesia e finisce sull’altro, in pratica è un traverso a sinistra che sale e scende lungo lo strapiombo.
Oggi la partenza è sotto una colata d’acqua che mi “piscia” addosso, sottile e continua fino al primo rinvio: sarà una sorta di benedizione!?

Sono appesa a testa in giù da quasi un’ora, ho i crampi alle gambe, sento Bubu sbadigliare, chiedo ad Andrea se dimentico dei moschettonaggi, non vedo più i rinvii… Arrivo al secondo passo chiave, è un passaggio lunghissimo, blocco e lancio a occhi chiusi! Ora devo “solo” amministrare la stanchezza. Alla fine arriva il commento di Bubu: “Brava, hai tirato fuori le p…!” Grazie Bubu! Ti ho imitato e portato a casa il “limite orizzontale” di Jasper! San Valentino arriviamo!
 www.planetmountain.com
 www.go-mountain.com
              
Anna su Vertical Limits M12, Kandersteg, foto: A. Gallo

November 2003
CON UN’IMPRONTA INNOVATIVA ESTREMAMENTE GIOVANILE NASCE SOTTO IL NOME DI “LA TRACCIA” IL PRIMO GRUPPO DELLE GUIDE DI TORINO. 

UN CENTRO DI FORMAZIONE PER L’ALPINISMO CON UNA SERIE DI PROPOSTE INTERESSANTI PER CHI INTENDE AVVICINARSI ALLA MONTAGNA E PER CHI INTENDE PRATICARLA AD ALTI LIVELLI.

ESPERIENZA E PROFESSIONALITA’ DI GUIDE ALPINE RIUNITE IN UN UNICO GRUPPO PER UN GRAN SERVIZIO RIVOLTO AD UN VASTO PUBBLICO INTERESSATO A TUTTE LE ATTIVITA’: DALL’ARRAMPICATA SPORTIVA FINO ALLE GRANDI PARETI ALPINE ED EXTRA-EUROPEE. 

Riccardo Olliveri, Adriano Trombetta, Anna Torretta

www.guidelatraccia.com
 
 

aNNA IN YOSEMITE, ottobre 2003

Alla ricerca del significato di 2 parole: SOLITARIA e ARTIFICIALE


www.bergsteigen.at
www.go-mountain.com

Anna Torretta sale in solitaria, Zodiac sul Capitan, probabilmente é la prima femminile.

Ho salito "Zodiac" sul Capitan, in solitaria, in 6 giorni e 5 bivacchi in parete con un caldo da stordire.
Volevo imparare a fare artificiale.
Volevo provare a me stessa di essere in grado di salire una big wall con solo le mie forze, ho fatto cosí la mia prima via "d'artif" e la mia prima via in solitaria. 
É stata un'esperienza incredibile ... 
Ho incontrato i fratelli Huber, durante la loro salita in libera. Ci siamo incrociati su un tiro che non avevano ancora liberato. 
Mi hanno chiesto di risalire la loro corda statica, io ho storto il naso, ma ho accettato, quindi "integralmente" non ho salito la via. 
Manca un tiro!
 

GRIGNETTA D'ORO, 22 giugno 2003, Preis: Simone Pedeferri
Fuer Anna nicht der preis! sondern Blumen als einzige Frau. 
(Foto: mit Federica Balteri, Redaktion ALPwall)
www.ragnilecco.com
 

aNNA IN CANADA, Febbraio 2003
Anna Torretta gewinnt Festiglace 03
Anna Torretta klettert Polar Circus solo
http://www.bergsteigen.at/berichte/grivelteam/polacircus/polarcircus.html

aNNA e Laurence IN PATAGONIA, febbraio 2002
www.hosteriaelpilar.com.ar/
PATAGONIA, terra di sogni
 

www.hosteriaelpilar.com.ar