|
AVVENTURA DONNA
NEWS
Serate estate 2007:
giovedì 12/07/2007
RASSEGNA FILMONTAGNA 2007: "AMA"
- "MY REVERS" - "POURPARLER"...
Ore 21:30 - Auditorium Gressoney Sport Haus
- Ingresso libero.
Alpinismo al Femminile
Incontro con: Anna Torretta - Cristina Gaggini - Roberta Vittorangeli
Autori:
Anna Torretta
Valerio Folco
Fabrizio Villanis-Ziani
www.filmontagna.it
lunedì 20/08/2007 Ore 21:00
La Biblioteca di Courmayeur propone: Jardin de L'Ange, Courmayeur:
"Anna Torretta, il ghiaccio è azzurro"
Incontro con: Anna Torretta, guida alpina di Courmayeur, alpinista
e atleta di Coppa del Mondo.
giovedì 20/09/2007
Serata di inaugurazione Corso di Alpinismo C.A.I. U.G.E.T., h 21.00
Galleria Subalpina, Torino:
"AMA", Spedizione sull'Ama Dablam, 6.852m,
Nepal
Incontro con: Anna Torretta, guida alpina di Courmayeur, alpinista,
atleta di Coppa del Mondo, ex istruttore della Scuola di Alpinismo
A. Grosso.
Alpin Cup 2007: Torretta e Rizzi
vincono la tappa (da www.planetmountain.com)
Ma come tutte le tappe anche quella disputata proprio nel centro
di Cogne, ha avuto i suoi eroi. Sono stati Mauro Rizzi e Anna Torretta,
infatti, ad infiammare l’ultimo turno dell’Alpin Cup.
Per Anna Torretta, ice climber titolatissima sia in campo italiano
sia internazionale, quella di Cogne è stata la gara della
rimonta e della felicità. Dopo la semifinale, infatti, era
Barbara Zwerger che comandava la corsa seguita nell’ordine
da Angelika Rainer, Marika Favè e appunto da Anna Torretta.
Poi la super finale con la Torretta (unica fra tutte) che raggiunge
il top superando nell’ordine la Rainer (2a) e la Zwerger (3a).
Mentre Silvia Cian è 4a, Marika Favè è 5a e
la valdostana Giovanna Mongilardi è 6a.
"L'ho detto, ce l'avevo dentro, la prima tappa di Coppa Italia
di Arrampicata su ghiaccio a Cogne la vinco.
L'ho detto in palestra una settimana fa mentre mi allenavo a Courmayeur.
Non ho dato retta alla spalla lussata, all'influenza e alla sinusite.
Per me vincere a Cogne significa molto...dopo tanti anni passati
ai vertici delle Competizioni Mondiali... qui sono a casa, tutti
se lo aspettano!"
L'unica a raggiungere il punto più alto! (o il più
lontano dalla partenza, visto che la via si svolgeva su un lungo
tetto orizzontale!)
L'IMPORTANTE: CREDERE IN SE STESSI!
Arrivederci alla prossima stagione!
aNNA
Cogne, foto S. Im
ALPIN CUP 2007
1. 5-6 gennaio Campitello di Fassa (TN) 2°posto
2. 13-14 gennaio Caldonazzo Valsugana (TN) 3°posto
3. 27-28 gennaio Rabenstein (BZ) -----
4. 17-18 febbraio Lanzada (SO) -----
5. 24-25 febbraio Cogne (AO) 1°posto
IWC Ice World Cup 2007
1. 20-21 gennaio Val Daone , Italia 10 posto
2. 01-03 febbraio Saas Fee, Switzerland -----
3. 08-11 febbraio Busteni, Romania -----
________________________________________________________________________________________________________________________

Harry ci mancherai! Non
ho parole per descrivere la tristezza che è calata su questo
Natale, con la perdita di un campione, di un riferimento, di una
persona sincera, con la perdita di un amico. Ciao Harry.
"In accordo con Kirsten posso communicare che questa notte
è nata la figlia
di Harald Berger e Kirsten Buchmann alle ore 0:31 e che è
sana. Il nome Zoe
era desiderio di suo papà Hari.
Per migliorare la situazione critica di Kirsten e Zoe, gli amici
di Hari ed il
collegio delle Guide Alpine di Salisburgo, hanno istituito due contocorrenti.
Per favore aiutateli per togliere alle due almeno una preoccupazione
Mille grazie!"
Albert Leichtfried
Fund Raiser: "Berger Harald - Spendenkonto"
Banca: Hypo Salzburg
BLZ/Nr. Banca : 550 00
N. Contocorrente: 114 0000 1016
BIC: SLHY AT2S
IBAN: AT685500 0114 0000 1016
______________________________________________________________________________________________________
Serate:
Cogne, "Il lato femminile della montagna", 24
Febbraio 2007
Maison de la Montagne, Valsavarenche, Anna Torretta e Eloise
Barbieri, presenta Roberto Mantovani, 16 Dicembre h 21.30
Valmalemco, Sondrio, "Donne, guide, alpiniste, lavoratrici
della montagna a confronto", Anna Torretta, Renata Rossi, Serena
Fait, ... 26 Novembre h 10.30
Vic, Barcellona, ROCA, Anna Torretta e Kurt Albert, 5 Novembre
h 17.30
_____________________________________________________________________________________________
AMA
DABLAM 6852m
Il 23 ottobre 2006 raggiungo la vetta dell'Ama Dablam
(Khumbu, Nepal, Himalaya) lungo la Cresta Sud-Ovest.
Sono molti gli italiani al Campo Base dell’Ama Dablam, sono
molte le spedizioni che aspettano di salire sul Cervino Himalayano
in questo Ottobre. La neve è abbondante, soffice e polverosa,
impalpabile sulla cresta sud-ovest; giunge voce che gli sherpas
creino gli ancoraggi versando acqua sulla neve, per avere coesione…
Sono venuta in Nepal per vedere un paese che non conosco e mettere
le mie mani sulle montagne Himalayane, per capire cosa vuol dire
salire a 6-7 mila metri, per chiedere al mio corpo una risposta.
Passo la notte al “campo 1” con Luca Argentero, architetto
e guida alpina di Courmayeur. Al mattino una leggera nausea mi infastidisce,
Luca scende a raggiungere i compagni al Campo Base, io preparo mie
cose e mi sforzo di partire con la longe nelle corde fisse.
L’Ama Dablam è una montagna che viene imbragata da
mille e più metri di corda statica, per permettere alle spedizioni
commerciali di portare i clienti sulla cima, la cresta sud-ovest
è tutt’altro che banale, ma le corde fisse ne appiattiscono
le difficoltà.
Lo zaino mi soffoca mentre salgo al “campo 2”, sento
tutto il peso sui miei polmoni, sono troppo lenta. Attendo un’ora
e mezza alla “torre gialla”, sono quasi contenta, mi
riposo: guardo le ridicole scene delle persone davanti a me che
cercano di vincere i pochi metri di roccia verticale con la risalita
in jumar. Mi sembra di essere con i clienti sulla “cresta
dei Cosmique” al passaggio chiave, ma qui non posso aggirare,
devo stare in coda!
Ho perso tempo prezioso, non riesco più a salire al “campo
3”, ormai è quasi buio e mi devo fermare.
Il “campo 2” è in una posizione incredibile,
sul filo di cresta, sopra al precipizio, con pochissime e scomodissime
piazzole: trovo una tendina libera, posso passare qui la notte.
Sergey, un ucraino enorme che sembra Babbo Natale, si trova nella
mia stessa condizione, ma non trova posto per dormire, così
viene a chiedermi ospitalità per la notte.
Al mattino mi alzo di buon ora e alle 7 sono pronta per “atttaccare”
le corde fisse verticali sopra al campo. Ho preso una decisione:
lascio tutto il materiale da bivacco al “campo 2” e
salgo solo con il duvet, il pronto soccorso e il the caldo sulle
spalle. Ieri lo zaino mi ha stancato, mi ha tolto divertimento,
oggi voglio fare la mia salita veloce, raggiungere la cima e rientrare
il più presto possibile, sono sicura di riuscire in giornata.
Passo al “campo 3”, trovo la tenda dove avrei dovuto
dormire, nascondo lo zaino all’interno e salgo senza. Non
porto né barrette né acqua, la vetta non è
lontana e poi fa troppo freddo per qualsiasi cosa.
Salgo sotto al seracco, incrocio i ragazzi francesi che scendono,
Pierre Blanc, guida di Courchevel mi guarda un po’ preoccupato
e mi offre dell’acqua. La bevo con avidità, Pierre
mi dirà poi di avermi visto delle labbra completamente bianche.
Sono molto più lenta di quanto pensassi, non riesco a tenere
i 10 passi consecutivi…
La “fissa” mi guida nella nebbia sulla la vetta, muovo
10 passi da ubriaca, libera da corde, verso le bandierine che escono
dalla neve. Sergey, in cima, mi aspetta da quasi mezz’ora,
mi stringe la mano e gli porgo la telecamera. Lo ringrazio di cuore,
fa freddo, scende prima di me lungo il “filo di Arianna”
nella nebbia. Sono sola in cima all’Ama Dablam, guardo in
direzione dell’Everest e poi mi dirigo anche io verso le corde
che spariscono nella nebbia.
Scendo velocemente, le corde sono fissate negli ancoraggi distanti,
il discensore scorre veloce. Al campo tre recupero il mio zaino
dalla tende in cui nel frattempo si è sistemato uno sherpa
insieme ad una ragazza, ma non è il caso di discutere poichè
ho altri problemi, sono scesi quasi 60 cm di neve fresca, la luce
si sta abbassando e devo raggiungere il “campo 2” per
passare la notte.
Per fortuna gli ucraini sono lenti in discesa, li raggiungo e mi
accodo, senza fretta, così avrò compagnia. Ho raggiunto
il “campo 2” alle 7.30 di sera, dopo più di dodici
ore senza fermate e riposi. E’ buio, sono felice, cerco una
tenda libera per passare la notte. Qualcuno ha montato una tendina
nuova oggi. Fare la cena non è così facile, la neve
polverosa scesa oggi è voluminosa: ne servono 2 litri per
fare 2 dita d’acqua! Una minestrina sarà sufficiente
a mettere qualche cosa nello stomaco, poi sono golosa e non resisto
alla tentazione di farmi una “mousse al cioccolato”
liofilizzata.
Ho usato sull’Ama Dablam lo stile che avrei usato per una
salita a casa mia, ma ho usato le corde fisse, ho usato delle tende
che già c’erano, ho come un dispiacere a parlarne,
non avrei mai pensato di salire una montagna in questo modo.
P.S.
Non scrivere che sono salita in solitaria, è un abuso di
termini per quanto mi riguarda. Sono salita in autonomia, senza
uno sherpa che mi seguisse, la solitaria però è un’altra
cosa! Io ho seguito un “cordone ombelicale” che mi ha
condotta nella nebbia sulla cima della mia prima montagna Himalayana.
Esperienza molto bella che considero un primo tassello per costruire
esperienze più impegnative negli anni a venire.
20. ott. 2006 - Partenza Campo base, 4.800m
21. ott. 2006 - Campo 1, 5.700m
22. ott. 2006 - Campo 2 , 5.960m
23. ott. 2006 - Campo 2 - Cima 6.852m- Campo 2
24. ott. 2006 - Ritorno Campo Base
_________________________________________________________________________________________________
estate 2006-PROGETTO
Il lato femminile della montagna,The women side
of the Mountain
salite, donne, mondi
Il progetto presenta due aspetti, uno filosofico-pratico
e uno sociale-pratico.
ASPETTO FILOSOFICO
Dare una risposta alla domanda:
- Esiste un modo femminile per andare in montagna?
- Perché l’emancipazione completa della donna in montagna
è ancora lontana?
OBIETTIVO:
Il progetto si propone di esaminare le domande, viverle in prima
persona, e forse trovare una risposta.
COME:
Con salite in ambiente alpino fatte tra compagne donne appartenenti
a mondi e realtà completamente diversi.
Con salite che vogliono ricercare la “montagna femminile”.
Con scalate che descrivono la femminilità di un mondo apparentemente
maschile sulle tre(?) pareti più “femminili”
del mondo, con storie di donne che vanno in montagna insieme.
CON CHI: Anna Torretta, Europa, Italia,Courmayeur
Zoe Hart, America, Colorado, Salt Lake City
Pemba Doma Sherpa, Asia, Nepal
Sabina Favario, Ilaria Iemmi, Roberta Iemmi, Giovanna Mongilardi,
Viviana Savin, Italia, Valle d’Aosta
ASPETTO SOCIALE
Trasmettere il proprio amore per la montagna ai bambini e ai ragazzi
delle scuole elementari e medie, con particolare attenzione a quei
bambini che per collocazione sociale o problemi familiari, difficilmente
avranno accesso nel loro bagaglio di crescita personale alla montagna.
OBIETTIVO:
La sensibilizzazione e di conseguenza l’educazione per i giovani
e i bambini, alla conoscenza e al rispetto della montagna con un
contatto diretto degli scenari che la costituiscono.
COME:
Concorso: disegno la montagna, per le scuole elementari
Concorso: descrivo la montagna con un disegno, una poesia, una frase,
per la scuole medie inferiori e superiori.
Premio: due giornate in montagna
A piedi, con le racchette da neve, e/o con gli sci
CON CHI: Anna Torretta, guida alpina, Zoe Hart,
asp. guida alpina, Pemba Doma Sherpa, Sabina Favario, Ilaria Iemmi,
Roberta Iemmi, Giovanna Mongilardi, asp. guida alpina, Viviana Savin.
__________________________________________________________________________________________________
- Il Mistero dei Monti presenta:
ROCK OPERA 1: «QUANDO LA GEOLOGIA DIVENTA POESIA»
Madonna di Campiglio: dal 21 giugno al 21 dicembre
2006
<< TEMPESTE DI NEVE, TEMPESTE DI SABBIA>>
Incontro con un camminatore del deserto, ovvero un Tuareg, a confronto
con camminatori e scalatori di montagne: Anna Torretta alpinista,
guida alpina e atleta; Cesare Maestri alpinista e scrittore; invitati
speciali a sorpresa, 24 agosto 2006, chalet Laghetto
- Filmfestival di Trento a Milano, 24 maggio
2006, Milano, Anna Torretta e Elio Orlandi presenta Maurizio
Nichetti
- 54° Filmfestival di Trento, 4 maggio
2006, Trento
Racconti al Campo base, Y.Graziani, E.Orlandi, C.Heinz,
U.Steck, S.Glowacz, E.Salvaterra, Anna Torretta
___________________________________________________________________________________________________
Seguimi nella Coppa del Mondo di
Arrampicata su ghiaccio 2006!!!
www.grivel.com
Coppa Italia, Campitello di Fassa 5-6 gennaio
1° posto
Ouray Ice Festival, Colorado, 10-16 gennaio, 2°
post
CALENDARIO Ice World Cup 2006:
1. Val Daone, Italy, 19-22 January 2006 2° posto
2. Špicák, Czech Republic, 27-28 January 2006 3°
posto
3. Saas Fee, Switzerland, 4-5 February 2006 5° posto
4. Busteni, Romania, 10-11 February 2006 3° posto
5. Hemsedal, Norway, 4-5 March 2006 5°posto
Classifica generale Coppa del Mondo: 2° posto
www.planetmountain.com
______________________________________________________________________________________________________________________________
Il Campionato italiano di arrampicata su ghiaccio a Campitello
di Fassa 5-6 gennaio 2006.
Una grande notizia: il Campionato italiano di arrampicata su
ghiaccio è sotto l'egida della FASI (la Federazione arrampicata
sportiva italiana), siamo quindi affiliati al CONI! Il campionato
è organizzato come sempre dall'associazione Ice Passion e
prende il nome di Alpin Cup 2006.
La gara di Campitello verrà trasmessa da SKY Sport nella
trasmissione “Icarus”.
E’ iniziata la stagione delle competizioni di arrampicata
su ghiaccio a Campitello di Fassa con il primo appuntamento il 5
e 6 Gennaio.
Due giorni di qualificazioni e finali hanno divertito i numerosi
partecipanti (più di 50 persone), ed incuriosito un pubblico
finalmente formato da molti “non addetti”, da curiosi
che passavano di lì! La gara si svolge su due strutture,
una in centro al paese, e una vicino la funivia del Col Rodella,
sulla struttura di arrampicata sportiva.
La formula di gara di Campitello è diversa ed innovativa,
è riuscita in pieno! Il giovedì viene dedicato alle
donne, (che poi fanno festa tutta la notte in discoteca) e la domenica
viene utilizzata per la semifinale e la finale degli uomini.
La finale femminile si svolge alle nove di sera in una suggestiva
atmosfera: sulla torre in centro al paese, costruita sul letto del
torrente, come tribuna il ponte e gli argini del fiume. E’
un ottimo richiamo per i passanti che diventano spettatori a bocca
aperta, e senza fiatare osservavano gli atleti. Osservano senza
fiato, in silenzio reverenziale, sono sicuramente impressionati!
La sottoscritta saluta tutti dal top appesa per gli speroni a testa
in giù, sono seguita nella classifica da una bella prova
di Barbara Swerger arrivata ad una presa dal top,
terza si classifica Silvia Cian.
La semifinale maschile come la finale si svolge sulla bella struttura
di arrampicata gelata, allestita e decorata per “riscaldare”
gli arrampicatori da un grosso sole rosso con raggi gialli.
In realtà sono le vie che riscaldano gli atleti con un “lampadario”
gelato e appeso nel vuoto, che fa la selezione nella semifinale,
e vede Bubu due gradini sopra gli altri con il top della via.
La finale è tutta su prese artificiali, tronchi di legno,
con il top nel copertone di una macchina. Bubu
è sempre Bubu, ci stupisce, fa spettacolo e vince. Segue
Patrick Daberto, a poca distanza con un lungo penzolamento
sul cilindro finale, conclude terzo Mauro Rizzi.
Complimenti ai tracciatori, Mario Prinoth e Loris Manzana, grazie
allle Guide Alpine e alla Casa delle Guide che ha ospitato per la
notte i “senza tetto”, grazie al comitato organizzatore,
a SKY TV e a tutti quelli che c’erano!
Saluto l’Alpin Cup con questa tappa, gli appuntamenti con
la Coppa del Mondo mi aspettano, spero di vedervi tutti a Daone
davanti al fuoco e al vin brülé! Scappo che …domani
volo in Colorado al Festival di Ouray, gli americani scaldano le
piccozze…

"speroni si - speroni no", qualche coniderazione
- Dicembre 2005
Will Gadd ha lanciato la sfida e continua a fare propaganda per
scalare senza speroni, continua a far propaganda per lanciare una
nuova moda e fare seguaci.
Molti hanno cominciato a dargli seguito. Tra queste persone ci sono
Bubu e Kurt Astner tra gli italiani.
Will è stato coerente e gli speroni nel 2005 non li ha mai
usati e non ha neanche fatto finta di usarli; Ines Papert, invece
non usa gli speroni nelle gare dove sa di vincere e li mette quando
la sua leader-ship è in pericolo. Tuttavia non è coerente
come Will e anche quando non ha lo sperone, usa l’ultima punta
degli speroncini per gli agganci di tallone, a guisa di sperone…
stiamo veramente cadendo nel ridicolo!
Togliere gli speroni è come dire: mi taglio un braccio per
trovare più difficile?
Non siamo in grado di inventare delle vie più difficili,
ci manca la fantasia e allora eliminiamo un pezzo del gioco! L’arrampicata
senza speroni è una esaltazione della forza pura in rapporto
alla tecnica. Usare bene lo sperone richiede molta pratica. Sulle
placche verticali non fa molta differenza con o senza speroni, ma
sotto gli strapiombi, Harry Berger, pluricampione del Mondo, è
il primo a dirlo, la tecnica di scalata si riduce a uno Janiro dietro
l’altro.
Non sarà mica perché qualche femminuccia, leggi Ines
Papert ma poi anche la sottoscritta, riesce a fare le stesse difficoltà
degli uomini, che il maschio, drizza il pelo e propone uno stile
decisamente virile? Nessuno lo ammetterà mai, ho sognato!
La gestualità del dry-tooling è concettualmente simile
alla scalata su roccia, per quel che riguarda la posizione del baricentro
e le posizioni fondamentali, così come la scalata su ghiaccio
è concettualmente uguale a quella su roccia. Ma mentre nella
prima si utilizzano dei mezzi artificiali per progredire, le piccozze
e i ramponi, nella seconda, lo sappiamo tutti, si scala a “mani
nude”. La scalata a testa in giù tipica del dry-tooling,
da pipistrello, è una derivazione del mezzo tecnico: il rampone,
con una punta sotto il tallone permette infatti gli agganci. Gli
“spurs” hanno inoltre dato una riconoscibilità
visiva alla pratica del misto moderno con le foto a testa in giù
in mezzo alle stalattiti di ghiaccio.
Per quale motivo dovrebbe essere eliminata una parte del mezzo artificiale,
lo sperone?
Chi dice che il rampone è fatto da una punta, due, perché
no tre punte davanti e nessuna dietro? E se ne metto una di lato?
La regola-non regola di “usare le piccozze solo con le mani”,
senza cioè agganciarvi la piccozza stessa o il rampone come
una gamba o un braccio, viene utilizzata praticamente da tutti dalla
fine della stagione scorsa. In questo modo si sono eliminati alcuni
riposi.
Comunque a Ouray, in Colorado, al festival più famoso del
Mondo non esiste regola! Chi arriva più in alto ha vinto.
Ines, in questa gara ha dato 3 minuti a Will vincendo …
Senza ramponi, non senza speroni, scalo anche io, ma solo per allenare
il bicipite!
In realtà queste discussioni interessano a pochi, per non
dire a nessuno, visto che il mondo degli ice-climber è fatto
di 4 gatti, quindi che ognuno scali come preferisce, lasciamo stare
le gare e i giudici, fino a che vita avranno.
Cari amici ice climber guardiamo avanti e facciamo diventare più
grande il mondo della scalata su ghiaccio, anziché perderci
dietro ad una stupida regola, ammesso che ciò vi interessi.
Guardiamo avanti e guardiamo cosa capita a livello nazionale con
i moltissimi festival e meeting, qui si muove finalmente qualche
cosa di nuovo! In Francia, Germania, Austria, Spagna e anche in
Italia come oltre oceano godono di ottima vita i raduni. Questa
è la strada per trovare nuove leve e nuovi adepti, finalmente!!!
Offriamo ai giovani delle palestre di arrampicata cittadine la possibilità
di fare delle gare di ghiaccio, di allenarsi indoor, magari poi
a qualcuno verrà voglia di andare in montagna! Intanto il
nostro piccolo mondo cresce.
Facciamo le feste, le castagnate, arrampichiamo a testa in giù,
facciamo vivere il mondo del ghiaccio!!! Un solo appunto, gli attrezzi
sono delle lame taglienti, se cadono dall’alto fanno male,
ben venga la buona volontà nell’organizzare i meeting,
però delle persone qualificate, dovrebbero salvaguardare
la sicurezza del pubblico, più che degli arrampicatori stessi.
Chi vuol intendere intenda!
Mi auspico la nascita di una federazione di arrampicata su ghiaccio
che si occupi realmente dello sviluppo di questo sport nei prossimi
anni.
Non dimentichiamo che… tutti gli anni la cosa più
bella delle gare o dei Festival sono le feste, la convivialità
e il buon vino!!!
Non dimentichiamo che esiste sempre e ancora la scalata su ghiaccio
puro!
Il futuro del misto moderno? Probabilmente vie lunghe che alternano
tratti di ghiaccio a tratti di roccia…
______________________________________________________________________________________________________
Spazio per riflettere......Sono cambiate tante cose........Mi trasferisco
da Innsbruck a Courmayeur.........Concludo il corso Guide Alpine..
riprendo in mano la pagina web...
______________________________________________________________________________________________________
Marzo 2004
Canada: con Bubu, Israel Blanco e alle
macchine foto Andrea Gallo, appunti di viaggio...
...Israel Blanco si aggiudica l’M13 di The Game - Bubu Bole lo imita,
ed è The Game anche per lui - Anna, non si tira indietro,
e fa la "prima donna" sull’M12 di Musashi, seguita da Israel con
la prima salita "flash".
...Bubu e Anna in gara, ovvero: piccozze, ramponi e streep tease.
Anna sale The Caveman M10- on-sight senza usare i tallonaggi sulle
picozze.
Ultimi giorni canadesi con temperature primaverili, trascorsi con
Riccardo Olliveri e Olivier Davitt, Pilsner Pillar é diventato
un muro di ghiaccio, la candela é inglobata; una corsa con
Riky su Polar Circus, e finisce con "The Suffer Machine" il soggiorno
canadese.
Anna su Musaschi M12, Canada, foto A. Gallo
Febbraio 2004
Il mitico tiro di M11 dell'Empire Strikes
Back a vista!
E' dall'inizio della stagione del ghiaccio
che mi dico che sarebbe bello riuscire a ripetere quelle vie che
hanno fatto la piccola storia del misto moderno o dry tooling.
Peró bisogna fare i conti con i capricci
del tempo, le gare, i festival, i tagli al dito...
siamo arrivati a fine Febbraio, la settimana
scorsa ho trovato alla grotta Haston quella che rimaneva di Welcome
to the machine e l'ho salita, con pochissimo ghiaccio. Volevo vedere,
provare questi mostri che una volta tanto mi spaventavano, volevo
mettere le punte delle mie picozze sulle vie del cattivo Steve Haston!
Cosí ho aspettato qualche giorno e
Empire é entrata in condizioni...
Avevo paura di perdere le picozze se fossi
caduta e non avere piú tempo per un II tentativo. Ho stretto
i denti e le picche, e non ho mollato neanche quando sono rimasta
appesa solo ad uno sperone a testa in giú.
Sono andata con Chris Cubitt, inglese, fortissimo
arrampicatore sportivo (8c+) datosi da poco al dry tooling. Dopo
avermi assicurata per quasi 2 ore, é stato il suo turno,
anche lui on-sight: dimezza il mio tempo di salita, ma ... mi ringrazia
per i rinvii!
Grandissima soddisfazione, piú che
aver fatto Vertical Limits.
Anna on-sight
su Empire Strikes Back, M11, Cogne, foto C.Cubit
Vertical Limits M12, in Svizzera:
Vertical Limits ha due passi chiave, uno all’inizio e uno alla fine;
in tutto sono 35 metri di sviluppo, per una pendenza costante sui
40/45°. La via attacca da un lato della falesia e finisce sull’altro,
in pratica è un traverso a sinistra che sale e scende lungo
lo strapiombo.
Oggi la partenza è sotto una colata d’acqua che mi “piscia”
addosso, sottile e continua fino al primo rinvio: sarà una
sorta di benedizione!?
Sono appesa a testa in giù da quasi un’ora, ho i crampi
alle gambe, sento Bubu sbadigliare, chiedo ad Andrea se dimentico
dei moschettonaggi, non vedo più i rinvii… Arrivo al secondo
passo chiave, è un passaggio lunghissimo, blocco e lancio
a occhi chiusi! Ora devo “solo” amministrare la stanchezza. Alla
fine arriva il commento di Bubu: “Brava, hai tirato fuori le p…!”
Grazie Bubu! Ti ho imitato e portato a casa il “limite orizzontale”
di Jasper! San Valentino arriviamo!
www.planetmountain.com
www.go-mountain.com
Anna su Vertical Limits M12, Kandersteg, foto: A. Gallo
November 2003
CON UN’IMPRONTA INNOVATIVA ESTREMAMENTE GIOVANILE NASCE SOTTO IL NOME
DI “LA TRACCIA” IL PRIMO GRUPPO DELLE GUIDE DI TORINO.
UN CENTRO DI FORMAZIONE PER L’ALPINISMO CON UNA SERIE DI PROPOSTE INTERESSANTI
PER CHI INTENDE AVVICINARSI ALLA MONTAGNA E PER CHI INTENDE PRATICARLA
AD ALTI LIVELLI.
ESPERIENZA E PROFESSIONALITA’ DI GUIDE ALPINE RIUNITE IN UN UNICO GRUPPO
PER UN GRAN SERVIZIO RIVOLTO AD UN VASTO PUBBLICO INTERESSATO A TUTTE LE
ATTIVITA’: DALL’ARRAMPICATA SPORTIVA FINO ALLE GRANDI PARETI ALPINE ED
EXTRA-EUROPEE.
Riccardo Olliveri, Adriano Trombetta, Anna Torretta
www.guidelatraccia.com
aNNA IN YOSEMITE, ottobre
2003
Alla
ricerca del significato di 2 parole: SOLITARIA e ARTIFICIALE
www.bergsteigen.at
www.go-mountain.com
Anna Torretta
sale in solitaria, Zodiac sul Capitan, probabilmente é la
prima femminile.
Ho salito
"Zodiac" sul Capitan, in solitaria, in 6 giorni e 5 bivacchi in
parete con un caldo da stordire.
Volevo
imparare a fare artificiale.
Volevo
provare a me stessa di essere in grado di salire una big wall con
solo le mie forze, ho fatto cosí la mia prima via "d'artif"
e la mia prima via in solitaria.
É
stata un'esperienza incredibile ...
Ho incontrato
i fratelli Huber, durante la loro salita in libera. Ci siamo incrociati
su un tiro che non avevano ancora liberato.
Mi hanno
chiesto di risalire la loro corda statica, io ho storto il naso,
ma ho accettato, quindi "integralmente" non ho salito la via.
Manca
un tiro!
GRIGNETTA
D'ORO, 22 giugno 2003, Preis: Simone Pedeferri
Fuer Anna
nicht der preis! sondern Blumen als einzige Frau.
(Foto:
mit Federica Balteri, Redaktion ALPwall)
www.ragnilecco.com
aNNA IN CANADA, Febbraio
2003
Anna
Torretta gewinnt Festiglace 03
Anna
Torretta klettert Polar Circus solo
http://www.bergsteigen.at/berichte/grivelteam/polacircus/polarcircus.html
aNNA e Laurence IN PATAGONIA, febbraio 2002
www.hosteriaelpilar.com.ar/
PATAGONIA, terra di sogni
www.hosteriaelpilar.com.ar |